Accredito figurativo dei contributi part-time dipendenti con vista pensione

L’Inps, con la circolare 26 maggio 2016, n. 90, fornisce le istruzioni operative ai datori di lavoro di dipendenti a tempo pieno ed indeterminato del settore privato che maturano il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018 e che concordano con il datore di lavoro la riduzione, in misura compresa fra il 40% e il 60%, dell’orario del rapporto di lavoro, mantenendo l’accredito figurativo intero dei contributi ai fini pensionistici.

Ecco le fasi che i datori di lavoro devono seguire:

  1. Verificare che il dipendente abbia acquisito da parte dell’INPS certificazione idonea a comprovare, l’avvenuto raggiungimento del requisito contributivo nonché la maturazione, entro il 31 dicembre 2018, del requisito anagrafico per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia.
  2. Stipulare un apposito contratto di “trasformazione del rapporto di lavoro, da tempo pieno a tempo parziale  agevolato”,
    1. la cui decorrenza avrà luogo dal 1 giorno del mese successivo a quello di accoglimento della domanda;
    2. la cui durata sarà pari al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e la data di maturazione da parte del lavoratore del requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia.
  3. Trasmettere il contratto alla competente Direzione Territoriale del Lavoro affinché la medesima, previo esame delle previsioni contrattuali, rilasci entro cinque giorni lavorativi decorrenti dalla ricezione, apposito provvedimento di autorizzazione. Nel caso in cui non intervengano comunicazione nei 5 giorni, l’autorizzazione si intende accolte per silenzio – assenso;
  4. Inviare la domanda avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line denominato “PT-284”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul internet dell’Istituto. L’Istituto deve effettuare mediante i propri sistemi informativi i controlli circa:
    1. i requisiti di spettanza dell’incentivo,
    2. esistenza del rapporto di lavoro nell’ambito della banca dati dell’Istituto,
    3. sussistenza dei requisiti previdenziali soggettivi e la disponibilità delle risorse stanziate.

Attenzione però, l’operazione non è a costo zero per il datore di lavoro, che corrisponderà al lavoratore un bonus in busta paga, pari all’importo dell’onere contributivo sulla base dell’aliquota INPS ordinaria (pari al 23,81%) che il datore di lavoro avrebbe sostenuto mantenendo il lavoratore in rapporto full time.