FATTURAZIONE ELETTRONICA: Dopo il rinvio, l’impegno di Confartigianato resta quello di preparare tutte le imprese a questa vera rivoluzione fiscale

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, lo aveva ribadito all’Assemblea 2018 di Confartigianato: l’obbligo di fatturazione elettronica per l’acquisto di carburante slitterà al 1° gennaio 2019.

Come per tutti gli italiani, imprese e partite IVA, che hanno rapporti commerciali tra privati. La conferma alle parole del titolare del dicastero dello Sviluppo economico è arrivata con la proroga inserita nel “Decreto Dignità” e con la pubblicazione della norma sulla Gazzetta Ufficiale. Tutto rimandato al prossimo anno, quindi, per la soddisfazione dei gestori delle aree di servizio, che si erano detti pronti ad incrociare le braccia.

Una soddisfazione condivisa anche da Confartigianato, che proprio nei giorni scorsi aveva chiesto il rinvio della norma. “Oggi, il problema principale per le imprese è la mancanza delle infrastrutture informatiche che permetteranno agli imprenditori di gestire il nuovo rapporto con l’amministrazione fiscale in totale autonomia – ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato – L’Italia è un Paese complesso, caratterizzato da un fisco barocco, in cui l’emissione della fattura è l’unico adempimento fatto direttamente dalle imprese. Sul fronte della fatturazione elettronica, la sfida è quella di trasformarla in una grande opportunità per semplificare il rapporto con il fisco, senza aggiungere nuovi oneri alle imprese”.


Secondo le stime degli economisti, il rinvio costerà allo Stato 5 milioni di euro, oneri che l’Italia aveva previsto di incassare dal 1° luglio 2018 e che ora coprirà con i fondi di riserva del Ministero dell’Economia. Non saranno i benzinai, quindi, a far da apripista all’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, già in vigore per i fornitori della pubblica amministrazione.

L’impegno di Confartigianato resta quello di preparare tutte le imprese a questa vera rivoluzione fiscale. “Il primo sforzo di Confartigianato è stato quello di chiedere la proroga dell’entrata in vigore della norma – ha spiegato ancora Trevisani – In secondo luogo, abbiamo incontrato l’Agenzia delle Entrate per semplificare le modalità e gli oneri a carico delle imprese, non soltanto per l’acquisto di carburante da parte dei titolari di partita IVA. Infine, abbiamo informato e formato gli imprenditori su questa nuova modalità di fatturazione. L’ultimo passaggio, però, è strettamente legato alla tecnologia e alla disponibilità di piattaforme in grado di supportare le imprese ad emettere direttamente la fattura elettronica, senza bisogno di intermediari”.