Il meccatronico entra in officina, il futuro dell’autoriparazione è tecnologico

La tecnologia digitale ha completamente stravolto il nostro mondo. Abitudini, macchine e strumenti da lavoro. Ogni attività toccata dal digitale è stata rivoluzionata e oggi, molti dei mestieri artigiani, sono completamente diversi da quelli di una generazione fa. Una delle categorie che ha subito le maggiori trasformazioni da questa rivoluzione industriale è, senza dubbio, l’autoriparazione. Le automobili moderne sono un concentrato di tecnologia, che prima o poi saranno in grado di guidarsi da sole e di portare il passeggero, che un tempo era il guidatore, in una qualsiasi destinazione.

Su queste automobili lavora il meccatronico, una figura professionale nata nel 2013 con la legge 224, che ha fuso le figure del meccanico motorista e dell’elettrauto, per creare un artigiano in grado di dialogare con le tecnologie automobilistiche di oggi e di domani.

Una scommessa tecnologia che punta ad un parco auto circolante sempre più efficiente ed innovativo, in grado di ridurre l’impatto sull’ambiente e di aumentare gli standard di sicurezza di strade e autostrade italiane.
Dal 2018, le officine di autoriparazione saranno obbligate ad avere meccatronici in grado di risolvere i problemi, non soltanto tecnologici, delle automobili. Se il sistema scolastico italiano ha aggiornato i corsi per preparare già questa nuova figura professionale, mentre gli addetti che già operano nel settore potranno far valere anni di lavoro tra computer e attrezzi da lavoro, grazie al riconoscimento automatico dei requisiti professionali.

Una sfida che guarda al futuro dell’autoriparazione, al rispetto dell’ambiente e alla sicurezza delle automobili italiane.