L’artigianato lombardo tra digitale e economia circolare

Un’impresa artigiana lombarda su quattro è digitale. Oltre 40mila le imprese pronte a entrare nell’economia circolare, quasi 14mila quelle a vocazione green.

È un artigianato in movimento quello fotografato dal 6° Rapporto dell’Osservatorio Artigianato e MPI di Confartigianato Imprese Lombardia presentato martedì 4 ottobre a Palazzo Pirelli.

Un artigianato che, pur ridimensionato dalla crisi (20mila le imprese perse tra il 2008 e il 2016), sta reagendo aprendosi al nuovo. In Lombardia un’impresa artigiana su quattro produce impiegando almeno una delle tecnologie digitali della quarta rivoluzione industriale, dalla manifattura 3D al social manufacturing, “a dimostrazione del fatto che l’Industria 4.0 non è affare solo delle grandi aziende, e che le nuove tecnologie digitali si prestano benissimo ad essere integrate in realtà flessibili e dinamiche come sono molte delle nostre aziende” – sottolinea Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia.

Non solo: “Le imprese artigiane hanno nelle loro corde anche molti fattori che le rendono protagoniste ideali delle nuove opportunità legate all’economia circolare – continua Massetti – basti pensare che il 40,8% delle imprese artigiane lombarde si occupa di riparare e il 13,8% di rigenerare prodotti. E che, secondo la perimetrazione fatta dal nostro Osservatorio, sono quasi 14mila le imprese artigiane lombarde a vocazione green”. Ancora, sono artigiane la gran parte – il 77,9% – delle imprese che operano nell’ambito della riparazione, della manutenzione, del riciclo e del recupero, attività economiche indispensabili in una prospettiva di economia concretamente sostenibile.

Utilizzo delle nuove tecnologie 4.0 e una naturale vocazione all’economia ibrida emergono quindi come vie possibili “Per vincere domani” (così si intitola il Rapporto presentato), in un contesto che rappresenta una sfida non solo per le imprese, ma anche per Associazioni e Istituzioni, chiamate a supportare le imprese che cambiano con strumenti adeguati: “Sono nati in questo spirito la Legge regionale “Manifattura 4.0”, e il progetto di Legge “Lombardia è ricerca” – conclude Massettiche hanno visto un forte coinvolgimento di Confartigianato Lombardia nel portare il punto di vista delle imprese. Crediamo che il risultato dimostri, ancora una volta, che lavorare bene insieme si può, a tutto vantaggio delle imprese a cui questi provvedimenti si rivolgono”.

Presenti ai lavori anche il Presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo, Mauro Parolini,  Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia, e Luca Del Gobbo, Assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation.

“Credo che oggi sia possibile vincere la sfida attraverso forme stabili di collaborazione, per questo le nostre misure puntano in molti casi a creare integrazione: salvaguardare l’autonomia dell’impresa dandole gli strumenti per accettare e vincere le sfide che non può vincere da sola attraverso l’integrazione. Sono convinto che sia necessario riprendere a investire in modo massiccio sul valore del capitale umano e delle persone, tornando a investire sulla sussidiarietà. Solo così potremo vincere le sfide che pone il mercato”, ha dichiarato l’Assessore Parolini.

“La crescita competitiva del sistema imprenditoriale dipende anche da interventi legislativi che garantiscono più semplificazione, più attrattività, più ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. E proprio con il progetto di Legge “Lombardia è ricerca” puntiamo a rendere fruibile la ricerca per tutte le imprese, anche per quelle piccole e meno strutturate, offrendo loro strumenti adeguati” ha sottolineato l’Assessore Del Gobbo.

Ma come stanno affrontando le sfide del futuro le imprese artigiane? Lo ha raccontato un imprenditore artigiano, Filippo Berto: “Una delle nostre risposte alla sfida della crisi è stata trovare nuovi modi di comunicare e vendere, come ad esempio far provare i nostri clienti l’esperienza del lavoro artigiano portandoli nei nostri laboratori e lasciandogli sporcare le mani, per trasmettergli la passione con cui lavoriamo”.