Lavoro sommerso e contraffazione: due ostacoli non da poco per le imprese artigiane lombarde, che combattono su entrambi i fronti la concorrenza sleale

Lavoro sommerso: a Milano minaccia oltre 47mila imprese artigiane
Sono oltre 168mila, due su tre, le imprese artigiane lombarde esposte quotidianamente alla concorrenza di chi lavora in un’impresa irregolare. Tra gli artigiani che pagano le maggiori conseguenze ci sono gli oltre 20mila parrucchieri e centri estetici e i quasi 85mila installatori lombardi. I tre comparti più esposti includono proprio i servizi alla persona, oltre a trasporti e magazzinaggio e servizi di alloggio e ristorazione, che insieme contano quasi un quarto (il 22,3%) degli artigiani lombardi.

Le imprese di Milano e provincia minacciate dal lavoro sommerso sono oltre 47mila, il 28,1% delle imprese artigiane lombarde esposte a questo tipo di concorrenza, mentre l’incidenza dell’artigianato più esposto alla concorrenza del sommerso sul totale delle imprese artigiane presenti raggiunge a Milano e provincia il 67,3%.

Se Milano è quindi prima provincia per numero assoluto di imprese esposte, seguita da Brescia (con 22.678 imprese) e Bergamo (con 21.691 imprese), è invece Lodi a guidare la classifica della quota di artigianato più esposto all’occupazione irregolare con il 72% delle imprese artigiane presenti, seguita da Pavia (70,4%) e Bergamo (68,3%). Milano è settima, dopo Cremona, Sondrio e Mantova.

Contraffazione: in sette anni sequestrate merci che valgono quanto il fatturato prodotto in un anni da 10.000 addetti artigiani

In Lombardia le imprese artigiane manifatturiere maggiormente esposte alla concorrenza sleale derivante dalla contraffazione sono invece poco meno di 10.000, pari all’8,7% delle imprese del manufatturiero, appartenenti ai seguenti settori: Tessile (Ateco 13), Abbigliamento (Ateco 14.1), Articoli in pelliccia (Ateco 14.2), Articoli di maglieria (Ateco 14.3), Cuoio, borse, pelletteria e pellicce (Ateco 15.1),Calzature (Ateco 15.2), Gioielleria e pietre preziose (Ateco 32.1), Giochi e giocattoli (Ateco 32.4), Profumi, cosmetici, saponi (Ateco 20.42) e Occhialeria – produzione lenti e armature (Ateco 32.50.40 e 32.50.50).
La quota di imprese artigiane esposte alla concorrenza sale al 19,5% per le imprese di Mantova, al 10,4% per le imprese di Varese, al 10,2% a Pavia e al 9,4% a Como, mentre a Milano e provincia è l’8,2%, al di sotto della media lombarda.
Peraltro il fenomeno contraffazione ha in Lombardia dimensioni notevoli: dal 2008 al 2014 sono avvenuti 21 mila sequestri di merce contraffatta, che hanno comportato il ritiro dal territorio di oltre 46 milioni di pezzi. Il valore stimato delle merci sequestrate si attesta attorno ai 751 milioni di euro, l’1,1% del valore aggiunto prodotto dalle imprese manifatturiere lombarde. Il valore delle merci contraffate sequestrate nei sette anni considerati 2008-2014 equivale al fatturato prodotto in un anno da oltre 10 mila addetti in imprese artigiane, il 5,4% degli occupati che operano in imprese manifatturiere. Il valore stimato per le merci contraffatte sequestrate ha incidenza più elevata sul valore aggiunto prodotto da imprese manifatturiere a Milano (2,3%), a Lecco (0,7%) e a Brescia (0,5%).

Scarica la relazione dell’Osservatorio di Confartigianato Imprese Lombardia.