Piccola mobilità, arrivano le indicazioni dell’Inps per recuperare il bonus

L’8 giugno scorso, l’INPS ha diffuso le modalità operative per recuperare gli incentivi previsti per la piccola mobilità. In altre parole, gli incentivi per assumere gli addetti licenziati da altre piccole imprese. Una battaglia che Confartigianato ha combattuto al fianco dei 35mila lavoratori italiani assunti con i bonus che l’INPS ha improvvisamente bloccato a fine 2012.

Una storia di ordinaria follia italiana che trova finalmente una soluzione definitiva, a tre anni di distanza dall’introduzione della Legge Fornero che, di fatto, interrompeva una prassi consolidata fin dal 1993. Le imprese artigiane che hanno riassunto i lavoratori inseriti nella piccola mobilità avranno i fondi previsti dalla legge per il reinserimento lavorativo e per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato fatte prima del 2013. Secondo Confartigianato Treviso, che ha combattuto questa battaglia in prima linea, si tratta di 1,5 milione di euro soltanto per le imprese della provincia veneta, 35 milioni in tutta Italia. Fino al 31 dicembre 2012, infatti, ogni impresa poteva beneficare di un bonus di 2150 euro per ogni lavoratore riassunto dopo il licenziamento da un’altra piccola impresa in crisi, per la durata di 12 o 18 mesi. Molti di questi, però, erano ancora in essere quando è entrata in vigore la legge Fornero e molte imprese non avevano incassato gli incentivi per i contratti che sarebbero continuati anche nel 2013. “E’ una vittoria che ristabilisce i diritti e riconosce le legittime aspettative degli imprenditori che, proprio grazie alla piccola mobilità, hanno potuto reimpiegare forza lavoro qualificata”, ha detto il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. Gli imprenditori che hanno assunto lavoratori inseriti nelle liste della piccola mobilità entro il 31 dicembre 2012 potranno presentare l’istanza di bonus entro il 31 luglio tramite il cassetto previdenziale dell’INPS.