Ticino contro i frontalieri: Confartigianato chiede tavolo di confronto

Il 58% dei voti a favore del “sì”. Il Canton Ticino, con il referendum di pochi giorni fa, si è espresso contro i frontalieri, con il rischio che ancora una volta – dopo la vicenda della Legge Imprese Artigiane (Lia) – si verifichino discriminazioni o violazioni delle norme che tutelano i lavoratori e le imprese italiane, a partire dagli accordi bilaterali tra UE e Svizzera a tutela della libera circolazione dei lavoratori.

Confartigianato Lombardia, con Confartigianato Imprese Varese e Confartigianato Imprese Como in prima linea, esprime la propria preoccupazione: “Crediamo sia fondamentale continuare il dialogo avviato da Regione Lombardia, che potrebbe proseguire con l’attivazione un Tavolo permanente di lavoro sul frontalierato. Confartigianato è a disposizione per portare il proprio contributo – afferma Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia – Non si può pensare di affrontare questo problema senza rafforzare quella collaborazione che vede il nostro sistema al fianco della Regione per dare sicurezze, benefici e garanzie alle imprese. Ricordiamo, infatti, che è proprio questa sinergia ad avere aiutato le aziende ad uscire dalle complessità burocratiche della Legge Imprese Artigiane. Ci auguriamo che il risultato di questo referendum sia più emotivo che razionale e che, dunque, non porti ad alcuna conseguenza, ma non possiamo abbassare la guardia su un tema così importante”.

“Tra gli oltre 63.000 frontalieri che ogni giorno passano il confine ci sono, secondo i nostri calcoli, circa 5.000 imprenditori e oltre 10.000 lavoratori che arrivano soprattutto da Lombardia e Piemonte – prosegue Massetti – Una cosa è certa: non si può attendere, per il bene delle imprese e dei lavoratori. Ed è importante che Regione Lombardia, Governo italiano e Unione Europea lavorino insieme per superare questa criticità. Sarà premura di Confartigianato tenere monitorata la situazione e mettersi a disposizione per un confronto costruttivo con tutti coloro che in questa vicenda avranno un ruolo prioritario”.